Antonio Bresciani
Napoli, 1902 - 1998

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Come molti anch'egli era figlio d'arte. Il padre era un decoratore. La sua formazione parte dalla frequentazione prima dell'Istituto d'Arte per diplomarsi all'Accademia nel 1925 sotto la guida di Vincenzo Volpe. Il suo cammino espositivo inizia nel 1924 con la presentazione del dipinto "L'Emigrante" all'Art School di New York, dove è premiato per il suo dipinto nella sezione allievi, nel 1925 prende parte a una collettiva della Galleria Corona presentando "Ritratto di mia madre". Nel 1927 è presente alla Mostra d'Arte Meridionale a Roma nelle sale della Casina Valadier. Fa parte del gruppo degli Ostinati e si unisce al gruppo Ciardo, Lalli, Rispoli, Priscindaro, Buonoconto, Mercadante, Uva e Striccoli che in una mansarda di Via Cesare Rossaroll a Napoli diedero vita al Quartiene Latino, lì si propone con la sua prima personale. Nel 1930 è alla Biennale di Venezia con "Mezza figura" e "Napoletana", e nel 1932 tiene una personale alla Galleria Giosi. Cede il suo studio al critico d'arte Alfredo Schettini e si trasferisce nella sua stessa abitazione al Corso Vittorio Emanuele. Alla VI mostra Sindacale del 1935 espone "Maternità", un'opera rivelatrice della sensibilità dell'artista, che trasmette una dolce malinconia e che attraverso l'uso di una materia grassa rende la forma tramite volumi arrotondati. Nel 1936 alla VII mostra Sindacale, Bresciani, membro del comitato organizzatore espone tre opere: "Figura", "Mezza figura", "L'esempio del Duce". Partecipa alle Quadriennali d'arte di Roma, vedi date alla III espone Musicista, alla IV edizione Figura in Blu e V. Dal 1942 ha occupato la cattedra della scuola libera di nudo, presso l'Accademia di BB.AA. di Napoli. Nel 1944 è presente alla storica mostra della Galleria Forti nella Libera Associazione degli Artisti Napoletani. Presente a numerosi premi come quello di Francavilla a Mare " Michetti" che lo vede protagonista nel 1949 con Figura, vincendo il primo premio. Nel 1950 vince il premio Histonium, con "Nel palco", premio istituito dall'omonima rivista di Buenos Aires e riservato ai partecipanti del Premio Michetti. Nel 1953 assieme a Chiancone, Ciardo e Galante decora il soffitto del Teatrino di Corte di Palazzo Reale. Gli anni sessanta lo vedono protagonista di esposizioni personali a Verona e a Ferrara.
Giubbetto bianco, olio su cartone telato - cm 40x50 - 1965  

Partito dal novecento più pieno Bresciani esprime il suo pregevole talento nel disegno sin da subito. Un disegnatore raffinato che lo porterà con faciltà al compimento della sua produzione più corposa quella delle figure e dei nudi. …Nei nudi, trattati con estrema grazia rococò, si rende concreto la migliore pittura di Bresciani, una pittura che oscilla tra la sensualità o addirittura, l'erotismo, e l'innocenza spontanea di una scoperta inaspettata… P. Ricci.

Il paesaggio rimarrà comunque raro nella sua produzione, o sarà sempre sfondo delle sue amate Nature morte. La stesura del colore tenue, quasi pastello che lo contraddistingue, lo scosterà dalla pittura Napoletana del poerido che in genere è vivace e brillante.